Secondo i dati diffusi dall’Agenzia del Territorio, relativi al primo semestre del 2009, il calo nel numero di compravendite è ancora una volta consistente (-15,6% tendenziale nel primo semestre dell’anno) anche se meno forte rispetto al momento di massima intensità della crisi, ovvero alla seconda metà del 2008.
Proiettando i dati dell’Agenzia su tutto il 2009 Nomisma stima, a fine di quest’anno, un numero di case compravendute pari a 600.000 si tratta di ben il 12,6% in meno in un anno.
Nei capoluoghi i volumi di compravendite tengono meglio che nel resto delle provincie mentre, al sud, la crisi è ancora acuta dato che, a differenza del nord e del centro, qui la diminuzione dei volumi di compravendite è ancora più forte di quella registrata precedentemente. Secondo le analisi dell’istituto bolognese i volumi di compravendite, diversamente da quanto accadeva in passato, sono oggi largamente dipendenti dalle scelte delle famiglie, in una fase di incertezza e turbolenza finanziaria, di investire la loro liquidità mettendola al riparto del mattone; lo dicono i dati sui mutui che oggi ci consentono di stimare che circa il 60% del numero totale di case compravendute non è assistito da un mutuo e quindi è acquistato “in contanti”.


